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sabato, 01 marzo 2008

The Duckling Goes Scouting

Approfittando di una pausa (finalmente!) tra gli impegni professionali e non, la vostra Duckling ha deciso di andare a vedere l’Olimpia dal vivo per verificare con i miei occhi alcuni dubbi su Gallinari.
Premessa: nonostante il Palalido faccia parte del mio panorama quotidiano, era un po’ che non ci entravo per vedere un evento sportivo e mi ero dimenticata quanto sia scomodo. La visuale è ottima praticamente dovunque, ma bisogna sperare che il proprio vicino non abbia chili di troppo, altrimenti… E sono vergognosi, oltre che pericolosi, quegli adesivi oltre la linea di fondo attaccati con lo scotch e che tendono a staccarsi quando i giocatori ci passano sopra!
Tornando al Gallo: le mie perplessità erano di tipo fisico, non tecnico. Mi sembrava non troppo preparato atleticamente, poco flessibile e ogni volta che torna a terra da un salto,mi vengono i brividi. Non mi sembra un caso che i 2 infortuni di quest’anno siano arrivati in situazioni simili. Questi limiti non sono così limitanti in Italia, ma visto che dobbiamo ragionare in termini NBA, non sono da trascurare.
Quindi, ho preso posto con largo anticipo nel mio seggiolino quasi a bordo campo e l’ho osservato con attenzione nel pre partita. Quell’andatura un po’ goffa, col peso così tanto appoggiato alternativamente su ciascun anca, non mi piace per niente. Ed è chiaro che non sa cadere. Ma una cosa in particolare mi ha negativamente colpito – e qui ho bisogno che chi vede dal vivo con più assiduità l’Olimpia mi dia un riscontro: ma fa sempre lo stretching così male? Ero basita: sempre distratto, guardandosi intorno, senza mai tenere una posizione per più di un secondo (l’esatto contrario di quanto richiede questo tipo di esercizio) – forse anche approfittando del fatto che il Prof. Lassini fosse impegnato con Watson e Katelynas – lo vedevo lì a 5 metri e mi veniva voglia di dargli uno schiaffo! Proprio lui che ha così bisogno di esercizi per la flessiblità e la priopercettività. Se fossi stata un suo allenatore, avrei avuto una crisi isterica. Che prenda esempio dal suo compagno Booker: per giocare ai livelli a cui aspira, deve curare maniacalmente ogni dettaglio, non fare un riscaldamento da seconda divisione (senza offesa: conosco giocatori di seconda divisione che prestano molta cura – pure troppa – allo stretching!)
Dopo lo sfogo, alcune note, in ordine sparso, sulla partita:
-      Ho scelto volutamente la partita con la Sutor, perché mi consentiva di vedere alcune chicche: Ricky Minard, per me un giocatore assolutamente da culto. Non ha un ruolo, quindi non molto adatto ad una squadra di vertice, ma un concentrato di energie esplosive. Le esplosioni possono anche non essere controllate, ma dal vivo è sempre uno spettacolo. Il lavoro di Jobey Thomas per uscire dai blocchi e liberarsi al tiro: non era in serata, ma i suoi movimenti quando non è in possesso palla sono da studiare. Il che conferma ulteriormente che la Sutor è una squadra seria: rientrare in partita da uno svantaggio in doppia cifra, in trasferta, senza avere niente da Thomas, è da grande squadra.
-      Scena più bella della partita. 4° minuto circa del terzo quarto, Caja rimanda in campo Watson. Per abitudine, Katelynas si avvia verso la panchina, ma con stupore si accorge che il sostituito non è lui. Forse Caja avrebbe dovuto dare retta all’istinto del suo giocatore: l’energia, foga, raptus agonistico – chiamatelo come volete – era ormai esaurito e sono seguite 3 o 4 schifezze. La sostituzione per dargli fiato è arrivata troppo tardi.
-      Che fantastico sport è la pallacanestro: un giocatore fa letteralmente schifo per tutta la partita (provocando reazioni inconsulte nei propri tifosi), poi prende il rimbalzo decisivo a 20 secondi dalla fine. Il soggetto è ovviamente TJ Watson.
-      Non posso evitare l’episodio risolutivo della partita. Dopo un canestro avventuroso di Sesay, non ho visto quale arbitro ha fischiato un tecnico per simulazione ad Amoroso sul 72-72 a una quarantina di secondi dalla fine. Se già una tale decisione è deprecabile durante la partita, figuriamoci in un finale punto a punto. L’esito di una partita deve essere decisa dai giocatori, non dal protagonismo arbitrale. Per la Sutor non era una punizione sufficiente il fatto di non aver ricevuto un fallo in attacco ma di aver subito un canestro? se proprio volete enfatizzare il concetto, piuttosto date un fallo alla difesa, che porta al massimo ad un libero supplementare. Mai dare agli arbitri uno strumento che non sono in grado di controllare.

Tra l‘altro, dalla mia postazione vedevo Tranquillo parlare animatamente con qualcuno: se domani durante il derby tirerà in ballo la questione, ricordatevi che io vi avevo avvisato!

The Ugly Duckling

postato da: uglyduckling28 alle ore 21:54 | link | commenti (4)
categorie: basket, pallacanestro, olimpia, draft, telecronisti, nbabasket
mercoledì, 06 febbraio 2008

WTF?

Ore 8.25: solita routine. Arrivo in ufficio, tè caldo dalla macchinetta, accensione pc, veloce sguardo su espn.com ai risultati della notte e… Shaq per Marion e Banks!!! WTF!?!? (visto che siete utenti internet molto più esperti di me, non mi sembra necessario tradurre) Il fatto che non abbia rovesciato il bicchierino del tè e da considerarsi un evento miracoloso. Shaq e i Suns, i Suns e Shaq… più ci penso e più non riesco a capire come possa funzionare. Tra l’altro non conviene neanche dal punto di vista economico, visto che il contratto di Shaq è più lungo di quello di Marion.
Chissà cosa c’è dietro, spero non il panico, perché non è mai un buon consigliere. Solo qualcuno per la marcatura Duncan? Non ci posso credere. Marion ha combinato qualcosa, che non è stato reso pubblico, e che ha reso impossibile la convivenza? Tuttavia, in campo, ha sempre avuto un buon rendimento, nonostante le sue pretese estive. E poi, perché proprio per Shaq? Un atto di forza del management nel braccio di ferro con l’allenatore?
Più ci penso e meno mi raccapezzo.
Molti tifosi dei Suns sembrano contenti, ma sono gli stessi che da trent’anni (o per lo meno da quando hanno perso in favore di Milwaukee il diritto di scelta di Kareem alla monetina) aspettano la venuta di un totem d’area come se fosse il Messia.
Chissà, la notizia potrebbe sgonfiarsi (ma quella sessione di tiro rimandata…) o forse, come ha scritto John Hollinger, “l’idea è così pazza che potrebbe funzionare”.
Non lo so, l’unica cosa che continua a venirmi in mente è: “WTF?”
 
The Ugly Duckling
postato da: uglyduckling28 alle ore 11:14 | link | commenti (4)
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mercoledì, 30 gennaio 2008

Quickies: Drake o non Drake?

La vicenda Diener (al momento in cui scrivo non è ancora chiaro dove andrà) mi suscita due sentimenti:
-      Tristezza: Capo d’Orlando, con competenza e anche un pizzico di fortuna, ha azzeccato i giocatori giusti e li ha fatti crescere. A metà stagione arrivano le cosiddette grandi e fanno razzia per coprire i loro errori. Indubbiamente la società ha un ritorno economico, ma quali garanzie ci sono che la sostituzione in corsa di un elemento chiave non intacchi gli equilibri di squadra, con le relative conseguenze sui risultati? La stessa cosa dicasi per Clay Tucker e Teramo. Se vogliono crescere ulteriormente, le leghe europee devono stabilire delle regole comuni riguardanti i limiti temporali, le parti coinvolte nella contrattazione e la “retribuzione” per le società cedenti (in caso di scambi non alla pari), quantomeno per i giocatori sotto contratto. Sono stanca di osservare dirigenti incompetenti, ma supportati da società con mezzi economici rilevanti, che a metà stagione possono permettersi di rivoluzionare la squadra, che peraltro avevano costruito loro, saccheggiando le squadre minori di mezza Europa.
-      Rabbia: guardate quali sono i contendenti. Corbelli e Sabatini, Sabatini e Corbelli… quand’è che ci faranno la grazia di farsi da parte?
 
The Ugly Duckling
postato da: uglyduckling28 alle ore 13:04 | link | commenti (6)
categorie: basket, olimpia, virtus, eurolega
lunedì, 14 gennaio 2008

Imbarazzi

Come pensare a migliorare la situazione della pallacanestro italiana quando i proprietari/presidenti delle società professionistiche sono spesso imbarazzanti?
Alcuni esempi tratti a caso dagli ultimi eventi.
 
Leggo la rassegna stampa di Legabasket.it e una delle prime notizie che mi salta all’occhio è “Longobardi congela gli stipendi”. Prescindendo dal fatto che nello sport italiano ci si dimentica spesso che qualcuno deve pur arrivare ultimo (o penultimo) e che è facile parlare quando non è la propria squadra quella in difficoltà, vi pare un provvedimento degno di una lega professionistica seria? Spero che Corrado e la Lega Basket per una volta non facciano finta di niente.
 
Sabatini inventa ogni giorno qualcosa per far parlare di sé. Il teatrino dell’organizzazione delle Final Eight è stato il colmo del ridicolo. Perché dobbiamo essere tenuti in scacco da personaggi così? Nel frattempo, dopo aver messo in vendita la società ha annunciato che non assisterà più a partite in casa. Se non altro i telespettatori si risparmiano la solita intervista prepartita…
 
Il proprietario di Milano invece alla partita ci va, anche se i tifosi vorrebbero proprio non vederlo. A prescindere dall’opinione personale sulla sua gestione, Corbelli è il testimonial ideale di una classica tipologia di proprietari; i “Salvatori della patria”. Rispondendo ad una qualsiasi domanda, il Salvatore della patria riesce sempre a sottolineare che senza di lui la squadra sarebbe fallita, retrocessa o altra sventura simile. Bene, bravo, 7+. Sono tutti dei missionari? Possibile che nessuno abbia mai un tornaconto personale?
 
Imbarazzi invece ben diversi, perché positivi, ieri sera ad Avellino. Mi ha fatto tenerezza Marques Green, che era sfuggito alla calca dei festeggiamenti per rifugiarsi da solo in spogliatoio. Il suo pudore, il prendersi tempo e calma per assaporare i suoi sentimenti (sono sicura che era sinceramente emozionato) sono stati una ventata di freschezza in questo mondo di urlatori. Mi ha quindi rattristato il fatto che Ercolino l’abbia trascinato fuori in mezzo ai tifosi. Marques era palesemente in imbarazzo; il presidente è un entusiasta e un estroverso, ma più rispetto per la sensibilità del suo giocatore non avrebbe guastato. E poi sono diffidente di proposito: quando qualcuno è eccessivo quando le cose vanno bene, di solito lo è anche quando vanno male. E da certe sue dichiarazioni (“le istituzioni devono aiutarmi sennò lascio” etc…), mi sembra un bell’esemplare di Salvatore della patria.
 
The Ugly Duckling
postato da: uglyduckling28 alle ore 15:20 | link | commenti (2)
categorie: basket, pallacanestro, olimpia
giovedì, 03 gennaio 2008

In forma dopo le Feste

Non preoccupatevi, non voglio suggerire nessuna dieta… è solo una scusa per parlare un po’ di condizione atletica.
In particolare, vorrei parlare un po’ dello stato fisico dell’Olimpia Milano. Premetto che non sono un tecnico e che non voglio mettere in discussione l’operato dei professionisti – tantomeno quello di Simone Lassini, che è giustamente molto apprezzato e rispettato – ma mi piace essere una voce fuori dal coro e soprattutto mi piace approfondire.
L’opinione unanime è che, avendo un roster di profondità e talento limitato, l’Olimpia:
  1. debba controllare esasperatamente il ritmo;
  2. sia inevitabilmente destinata a calare a fine partita e col prosieguo della stagione a causa dell’affaticamento.
Le prestazioni sembrano dimostrarlo: l’ultimo quarto di Bologna è stato imbarazzante e in altre occasioni la squadra è sembrata decisamente in riserva di energia.
Non contesto la premessa – il roster è corto e i sostituti, pur non difettando di impegno, non possono essere certo definiti talentuosi – ma non sono convinta che il punto 2. ne debba essere per forza una conseguenza diretta. Semmai, mi aspetterei un calo del rendimento tecnico, cioè della qualità di gioco espressa, quando ci sono panchinari in campo, ma non necessariamente un crollo fisico sul finale. Due partite alla settimana (anche tendo conto degli spostamenti per le trasferte) non sono poi tante per la pallacanestro: forse noi italiani dovremmo liberarci della mentalità calcio-centrica, perché si tratta di due sport molto diversi (e sto parlando dell’aspetto strettamente fisico-atletico, non sto dando giudizi morali).
Giusto per curiosità, gettando lo sguardo oltre oceano, ci sono squadre, che pur non utilizzando ampie rotazioni, non sembrano certo stancarsi così tanto, indipendentemente dai 48 minuti, dai back-to-backs e dal limitato numero di allenamenti. Anche trascurando i soliti Suns (il cui quintetto base, numeri alla mano, ha peraltro ridotto il minutaggio in campo – ma non ditelo ai tifosi locali che sono rimasti alla pallacanestro anni 60…), qualcuno ha dato un’occhiata ai minuti in campo dei leader dei Golden State Warriors (Davis e Jackson sono regolarmente sopra i 40 minuti di utilizzo), o degli infermabili Celtics o, persino, in alcune partite degli Spurs?
In conclusione, posso al limite giustificare Melvin Booker, al quale è mancata una adeguata preparazione pre-stagionale, ma quando vedo persino 2 atletoni come Sesay o Watson piegati sulle ginocchia (per non parlare della patetica condizione atletica delle ultime 2 partite di Gallinari), rimango basita e mi sembra lecito pormi delle domande. Posso osare una teoria decisamente non-mainstream? Non è che l’Olimpia gioca – e immagino provi le situazioni di gioco in allenamento – ad un ritmo talmente controllato che, nel corso della partita, le capacità aerobiche non vengano sufficientemente allenate? In fondo, ci si allena anche giocando…
 
Let’s get physical
 
Visto che si parla di fisico, tanto per cambiare, vorrei contestare il commento di Claudio Colombo su “Il Corriere della Sera” di qualche settimana fa sul rapporto Mitchell riguardante l’uso di steroidi nel baseball. Ovviamente, non ha perso l’occasione di fare di tutta l’erba un fascio, estendendo la piaga steroidi, HGH, Balco Laboratories a tutto lo sport americano, NBA compresa, e portando, nientemeno, ad esempio il solito Kukoc (esempio attuale, direi…). Vorrei informare il sig. Colombo che ogni contratto collettivo di ogni Lega professionistica ha disposizioni diverse in materia di doping (le MLB fino a pochi anni fa non prevedevano alcun controllo né sanzioni, cose invece previste da tempo nel contratto collettivo NBA), e ricordo che una buona parte dei giocatori NBA, americani e non, partecipano anche a competizioni FIBA e si sottopongono quindi anche ai relativi controlli. E vogliamo proprio ripescare la questione Kukoc? E allora facciamolo… Per usare una definizione inglese, Toni si è decisamente “bulked up” col passaggio in NBA, ma sicuramente non è mai stato un esempio di definizione muscolare. E’ così facile generalizzare, ma mi sarebbe piaciuto che qualcuno, anche ai tempi, avesse preso in considerazione anche i seguenti fattori:
  1. fino ad allora era stato allenato da coaches della scuola slava – anche a Treviso il suo allenatore era Skansi – che almeno nei primi anni 90 sostenevano che il potenziamento muscolare limitava l’espressione del talento tecnico (qualcuno ricorda certe dichiarazioni di Tanjevic?). Quindi, è presumibile che prima di allora non fosse mai stato sottoposto ad un lavoro di pari intensità.
  2. il cambio di alimentazione… e non in senso positivo. Bastava guardarlo per intuire che parte del suo aumento di peso non era solamente attribuibile alla muscolatura. Il passaggio dalla bistecchina con insalata delle cene di squadra all’europea al junk-food libero non è da sottovalutare. Belinelli ha dichiarato di essere ingrassato di 4 kg durante il training camp perché non riusciva a smettere di mangiare dolci, tanto che è stato messo sotto controllo dallo staff dei Warriors…
Sicuramente non tutti i giocatori NBA saranno dei santarellini, ma che per partito preso si debba scrivere un commento populista e disinformato, per di più su uno dei principali quotidiani italiani, mi manda in bestia!
 
The Ugly Duckling
postato da: uglyduckling28 alle ore 11:57 | link | commenti (1)
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lunedì, 24 dicembre 2007

‘Tis the season to be jolly

Buon Natale agli appassionati di basket, che dopo essersi abbuffati di cibo, regali ed affetti (ve lo auguro!), concluderanno la serata con Lakers e Suns.
Buon Natale ai non appassionati di basket, con l’augurio che capitando casualmente su un canale che trasmette basket (o meglio ancora, in un palazzetto) possano innamorarsi come noi di questo fantastico sport.
Buon Natale ai giocatori NBA che passeranno la giornata in hotel, lontano da casa.
Buon Natale ai calciatori che si lamentano se non riescono ad andare alle Maldive durante le feste.
Buon Natale a Belinelli, che possa trovare minuti in campo e una percentuale di tiro sufficiente a conservarli.
Buon Natale a Bargnani, che possa trovare sotto l’albero un po’ di difesa, in modo da ritrovare la fiducia del suo coach.
Buon Natale a Avellino, Biella, Montegranaro, Rieti, perché possano continuare a giocare da grandi mantenendo un atteggiamento da piccole.
Buon Natale a Siena, che continui a rappresentarci degnamente in Europa.
Buon Natale a Roma, che continui a fare vittime illustri come Pana e Real.
Buon Natale ai tifosi di Milano, che si godano Gallinari per i prossimi 5 mesi.
Buon Natale ai tifosi di una squadra NBA non identificata, che ancora non sanno che quest’estate riceveranno dai tifosi milanesi un pacco dono chiamato Gallo…. Che ce lo trattino bene!
Buon Natale ai tifosi della Fortitudo che ogni volta che pensano che il peggio è passato, devono assistere ad una ricaduta.
Buon Natale ai tifosi della Virtus, che dopo aver pazientemente assistito a tutti i colpi di genio e le dichiarazioni ad effetto di Sabatini, hanno scoperto che la loro squadra è in vendita.
Buon Natale ai tifosi della Benetton che non riconoscono più la propria squadra.
Buon Natale ad Atripaldi, che non si lasci abbattere da quanto sta capitando, perché la pallacanestro italiana ha bisogno di dirigenti come lui.
Buon Natale ai dirigenti italiani, che Babbo Natale porti loro un po’ di pazienza e lungimiranza.
Buon Natale ai tifosi di tutte le altre squadre, perché possano godersi sempre un buon basket nel rispetto degli avversari.
Ma soprattutto Buon Natale a tutti, credenti e non, perché ci sono cose molto più importanti della pallacanestro, ma godersi le piccole cose aiuta a vivere meglio.
The Ugly Duckling
lunedì, 17 dicembre 2007

Domande

§       E’ sempre bello vedere giocare Biella e Montegranaro. Eppure Montegranaro ha cambiato allenatore (scusa accampata dalle cosiddette “grandi”) e Biella ha rivoluzionato la squadra (altra scusa delle suddette) e ha perso colui che era considerato il suo demiurgo, Atripaldi. Perché per loro funziona e per le altre no? E’ qualcosa che c’è nell’acqua?
§               Rimane qualcun altro da multare / sospendere / mettere fuori rosa alla Virtus?
§              Ma soprattutto, lo slogan della campagna abbonamenti non era “Lasciateci perdere”? Sabatini aveva addirittura fatto un gran casino con la Lega perché non aveva consentito di utilizzare la denominazione Virtus Lasciateci Perdere Bologna per la compilazione dei calendari…. E quando la squadra esegue mirabilmente le indicazioni del vertice societario viene punita?
§               L’infortunio di Conroy è una punizione divina per la cessione di Bulleri? E pensare che, con tutto l’affetto che ho per il Bullo, pensavo che fosse stato un colpo di fortuna che si fosse trovato un gonzo (ovvio, Sabatini…) che si accollasse il contratto di Bulleri.
§              Perché quando tutto il Forum (cioè i soliti 4 gatti) ha fischiato Corbelli durante la cerimonia di premiazione dei reduci delle Euroleghe 1987 e 1988 (altra pugnalata al cuore!) durante Olimpia-Maccabi, Peterson ha deciso di prendere sotto braccio lo stesso Corbelli, come per consolarlo? Il vecchio Dan non era ancora caduto sufficientemente in basso nella considerazione dei tifosi?
§              Perché in Italia “giocare a ritmo basso” significa perdere 12 secondi prima di chiamare un qualsiasi gioco o schieramento offensivo, altri 10 secondi con un giocatore che palleggia da fermo circondato da 4 statuine, e gli ultimi 2 secondi un disperato uno-contro-uno o pick-and-roll o tiro da 3? Stanno riuscendo nell’impresa di farmi rimpiangere gli allenatori slavi: le loro squadre non tirano mai, ma almeno si vede qualche taglio e qualche blocco.
§               A proposito, cos’è questa passione per le zone bulgare in Eurolega? E poi tutti che se la tirano che il livello del basket europeo è molto più elevato di quello NBA. Ma le vedono le loro stesse partite? E riescono a non addormentarsi o sentirsi male guardandole?
§              Oggetti smarriti: qualcuno ha visto la Benetton?
§              Perché nei commenti il settore giovanile di Siena è sempre come minimo “florido”? Hanno vinto campionati giovanili, ma se si guarda con attenzione, Datome, la grande promessa, fa una grande azione a partita e poi sonnecchia, c’è Lechtaler in crescita, e non vedo così tanti altri giocatori in serie A… A questo punto, è quasi meglio Casalpusterlengo!
§               Perché mi sta così simpatico Bagaric?
§               Infine, come posso fare per lavorare per James Dolan? Se non licenzia Isiah Thomas neanche adesso, perché allora non paga anche me per non fare niente? Almeno non faccio danni…
 
The Ugly Duckling
postato da: uglyduckling28 alle ore 13:35 | link | commenti (1)
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domenica, 25 novembre 2007

Ragione e Sentimento

Non ho mai amato il Poz. E’ sempre stato un rivale e certe sue intemperanze caratteriali hanno spesso condizionato il mio giudizio. Sento istintivamente più affinità con i “leader silenziosi” che con i guasconi. Il suo approccio con la partita di ieri sera a Bologna mi ha però riconciliato con lui. Certo, l’avrei apprezzato anche se non avesse salutato tutto il palazzetto fino all’ultima fila prima e (soprattutto) durante la partita, ma la partecipazione emotiva è proprio quello che mi fa amare lo sport agonistico così tanto. La parola “sentimento” fa quasi paura alla pallacanestro odierna, che preferisce enfatizzare l’espressione “professionista”, svuotandola però del suo significato originale e rendendola sinonimo di comportamento distaccato. Ma chi l’ha detto? I migliori professionisti sono quelli che mettono sul campo anche le proprie emozioni, diventando non semplicemente un esempio, ma essendo contagiosi per chi gli sta intorno. La partita di ieri sera è stata infatti bellissima e il rispetto tra Pozzecco e i compagni si è diffuso anche tra chi non si era mai visto prima.
Cambiando esempio, la passione che traspare da Kevin Garnett, e non solo il suo talento, è quello che ha stregato i bostoniani. Nelle sfide degli anni ottanta io ero dalla parte dello rivoluzionario Showtime piuttosto che della conservatrice Dynasty bianco verde, ma ho avuto i brividi sentendo i cori riempire nuovamente il Garden.
Concludendo, è risaputo che un grande amore finito male può tramutarsi in odio. Che gioia, e contemporaneamente che tortura, sentire Riccardo Pittis raccontare la leggendaria partita del +34 dell’Olimpia sull’Aris. Quanti ricordi… Non avevo il coraggio di ascoltarla alla radio, ma poi non ebbi la forza di resistere e poco dopo l’intervallo mi sintonizzai sulla partita, stando in piedi perché non riuscivo a sedermi. E quando finì, continuai a passeggiare per la stanza ancora per 2 ore e mezza abbondanti, cercando invano di scaricare l’adrenalina, in attesa della replica in tv. Cosa c’entra tutto ciò con l’incipit del paragrafo? Ho sempre sostenuto che mi ero disinteressata dell’Olimpia dall’arrivo di Stefanel, ma è sbagliato. E’ per troppo amore che sono arrivata a tifare contro la mia squadra, perché ero ferita da chi aveva rovinato quel meraviglioso giocattolo. Ho reagito facendo i capricci e sbraitando come avrebbe fatto un bambino privato dal suo peluche più adorato. A distanza di tempo, è difficile tornare a riaffezionarsi come prima, ma dire che l’Olimpia mi sia stata indifferente in tutti questi anni è mentire a me stessa.
Doppio Post Scriptum
-      Nonostante quello che penso di Pozzecco, non ho mai capito chi contestava il Poz-giocatore o cercava di cambiarlo. Se lo scegli per la tua squadra, non puoi tarpargli le ali. Perde troppi palloni? Andate a guardare le statistiche di Steve Nash e avrete delle sorprese…
-      Chi contesta Sky o auspica un ritorno del basket sulla RAI o è troppo giovane o ha la memoria corta. La storica partita che ho citato andò in onda, limitatamente al secondo tempo, a notte fonda e finì verso le 2 del mattino. E non è che le altre partite di Coppa Campioni ricevessero un trattamento migliore. Ricordo che a volte mi capitava di appisolarmi durante Indietro Tutta di Arbore in attesa della replica del secondo tempo della partita che iniziava con un orario variabile tra le 23.45 e le 00.30. Chi si aspetta un trattamento migliore a vent’anni di distanza, si illude, visto che a qualsiasi programma di prima serata è consentito di sforare senza limiti. E come tutto ciò possa favorire la diffusione dello sport o attirare nuovi sponsor, mi sfugge.
The Ugly Duckling
martedì, 20 novembre 2007

Quickies

Non sono particolarmente ispirata dalle vicende baskettare di questa settimana (non che non si siano notizie, ma la mia curiosità è sollecitata più dagli aspetti paradossali o di comicità involontaria che dalla mera cronaca), quindi mi limito a qualche pallino di giordaniana memoria:
  • Mi spiace veramente per Bulleri: evidentemente gliel’ho tirata. Pare che arrivi Cavaliero. Unico commento: uffa, ancora! Mi annoio!
  •  Nuovo presidente di Lega: Francesco Corrado. Evidentemente una decisione di matrice politica, nel senso che come nella politica “vera” (virgolette ampiamente giustificate!) non si può avere un presidente di età inferiore ai 70 anni. Sono stata delusa dalle dimissioni di Pieraccioni: speravo in una gestione manageriale che portasse ad un’unificazione delle figure di DG e presidente, creando una sorta di commissioner di stampo USA. Il mio dubbio è che un impegno full time di questo tipo debba essere molto ben retribuito: se lo può permettere la Lega? Se non altro hanno rinunciato a un presidente solo di facciata, alla Peterson (anche se quasi ci speravo, così magari la smetteva di commentare le partite).
  • Grande la reazione di domenica della MPS. Spero che conservino la stessa rabbia per l’Eurolega. Mi auguro veramente che si diano da fare tutte e 4 le italiane impegnate (dev’essere la prima volta nella mia vita). Se andiamo avanti così, la ULEB riduce i posti riservati alle italiane…
  •  A proposito di ULEB, andate sul sito dell’Eurolega e votate per gli ex delle squadre italiane nel sondaggio. L’ultima volta che ho controllato il voto era evidentemente controllato da spagnoli e greci. Fatevi sentire!
  • Se ciò che ho letto sui giornali è vero (dalla tv si percepivano solo rumori confusi), complimenti ai tifosi milanesi che hanno continuato a tifare e hanno fischiato i cori anti polizia. Non voglio offendere la sensibilità di nessuno, ma spero che un certo tipo di tifo calcistico rimanga lontano dai palazzetti. 
  • Complimenti anche a Don Nelson, che ispirato dall’Italy Day di Toronto ha evitato a Belinelli il dnp-cd, concedendogli un cameo durante la diretta in Italia…
 The Ugly Duckling
postato da: uglyduckling28 alle ore 15:07 | link | commenti (1)
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giovedì, 15 novembre 2007

Raccolta differenziata

E’ ufficiale: le squadre della Lega A di basket hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per incrementare il riciclaggio. Dunque, Gaines lascia Milano e va alla Benetton, la stessa Milano taglia Tourè, che firma per Cantù, la quale rilascia McGrath, che va alla Virtus.
Non riesco a smettere di ridere. Il premio per il peggior dirigente della Lega italiana va a: impossibile assegnarlo, causa presenza di troppi candidati meritevoli.
Comunque adesso ho capito perché sulle maglie della Virtus di campionato non ci sono i nomi dei giocatori: per poterle riciclare.
Sempre sulle divise: se si possono usare numerazioni diverse dalle noiosissime 4-20, perché solo Napoli lo fa? I dirigenti italiani buttano via soldi comprando giocatori a caso, e gli costa troppo fare delle divise personalizzate? E soprattutto: quanto ci vuole? Si sapeva da 10 giorni che Booker avrebbe firmato con Milano, domenica era addirittura al Forum, e mercoledì sera non aveva ancora il nome sulla maglia: Glielo ricama a mano un’artigiana ottantenne?
McIntyre ha chiamato la sua neonata Sienna. So per esperienza (i miei amici americani scrivono male il mio nome in continuazione) che gli americani tendono a raddoppiare le consonanti nei nomi italiani, ma Terrell, dopo 2 anni non hai ancora imparato come si chiama la città dove vivi? Ti adoro comunque...
Posso chiedere a Steph Marbury di darmi le miglia della sua tessera frequent flyer? Con le miglia accumulate in questi 2 giorni, io mi ci pago una vacanza. A proposito Steph, se dovessi transare il tuo contratto con New York, sappi che il momento giusto per tener fede al tuo impegno estivo di venire a giocare in Italia: c’è una tale richiesta di playmaker!  Però ti conviene sbrigarti, altrimenti rischi di non trovare più tuo cugino…
The Ugly Duckling
PS: una nota sui commenti ricevuti al post precedente (sempre grazie a tutti!): non fraintendete, adoro Bulleri. Quando è al meglio, può farti vincere una partita. Ma credo, dopo averlo visto per ormai diversi anni, che non gli si possa chiedere di essere anche costante, anche per la sua emotività. Sto solo cercando un modo di farlo rendere al massimo, sfruttando il cambio di velocità che può dare alle gare.
Ah, se non l'aveste capito, sono una D'antoniana... da quasi trentanni (cioè da quando è arrivato in Italia). Quindi, Go Suns tutta la vita